Bonus senza deposito e pubblicità del gioco in Italia: quali limiti per i link sui siti locali
31 October 2025
Un collegamento a un’offerta di gioco può sembrare un dettaglio tecnico, ma la sua collocazione e il modo in cui viene presentato incidono sul messaggio complessivo di una pagina. Per i siti locali italiani, il tema richiede attenzione: la normativa non considera automaticamente neutro un contenuto solo perché compare in un articolo informativo o perché è pubblicato da una piccola testata.
Il divieto riguarda la comunicazione promozionale
L’articolo 9 del decreto-legge 87/2018, noto come Decreto Dignità, vieta la pubblicità e la sponsorizzazione di giochi o scommesse con vincite in denaro, attraverso diversi mezzi di comunicazione. Il divieto comprende anche forme indirette di promozione e non prevede un’esenzione generale per i siti di informazione locale, i blog o le attività commerciali di quartiere.
Questo non significa che ogni riferimento al gioco d’azzardo sia vietato. Un resoconto giornalistico, un’analisi normativa o un’informazione di servizio possono avere finalità diverse dalla promozione. La valutazione dipende però dal contenuto concreto: tono, inviti all’azione, visibilità dell’offerta, presenza di marchi e vantaggi messi in evidenza possono concorrere a delineare una comunicazione pubblicitaria. Il solo fatto di chiamare una pagina “informativa” non ne determina la natura.
Bonus e link: conta il contesto
La dicitura “bonus senza deposito” richiama un incentivo economico e può attirare l’attenzione di chi cerca un’offerta di gioco. Se è associata a un invito a registrarsi, a istruzioni per ottenere il bonus o a un collegamento diretto verso un operatore, il contenuto può assumere una funzione promozionale. Anche un link inserito in un articolo locale va quindi considerato insieme alle parole che lo circondano e alla pagina di destinazione.
In un controllo editoriale, anche un’etichetta come bonus senza deposito va valutata confrontandola con la destinazione effettiva e con il contesto: se la pagina collegata non tratta di gioco, il testo dell’ancora può risultare fuorviante per il lettore. La coerenza tra descrizione e destinazione è una questione di trasparenza, oltre che di qualità editoriale. Un collegamento non diventa automaticamente pubblicità vietata per il solo fatto di esistere; tuttavia, collocazione, finalità e rapporti economici possono cambiare la valutazione.
Particolare prudenza è necessaria quando il gestore del sito riceve un compenso, una commissione per registrazione o deposito, oppure altri vantaggi legati ai clic. Questi elementi non sostituiscono l’esame del contenuto, ma possono aiutare a chiarire la funzione del link. Anche l’uso di codici promozionali, banner o formule che sollecitano l’iscrizione contribuisce a rendere più commerciale la comunicazione.
Responsabilità e controlli per i siti locali
Il divieto è applicato dall’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni secondo le disposizioni e gli orientamenti pertinenti. La legge contempla sanzioni per le violazioni, con importi rapportati al valore della pubblicità o della sponsorizzazione e una soglia minima prevista. Non è quindi prudente presumere che un contenuto sia irrilevante solo perché raggiunge un pubblico circoscritto o viene pubblicato una sola volta.
Prima di inserire un collegamento, redazioni e gestori dovrebbero verificare chi controlla la pagina di destinazione, quale servizio promuove e se esiste un rapporto commerciale. È utile valutare l’intero articolo, non soltanto il testo cliccabile: titoli, immagini, inviti all’azione e ripetizione dei riferimenti possono rafforzare un’impressione promozionale. In caso di dubbio, la scelta più cauta è rinunciare al link o chiedere un parere legale, soprattutto quando l’inserimento è remunerato.
Trasparenza come criterio editoriale
La chiarezza tutela i lettori e aiuta a distinguere l’informazione dalla sollecitazione commerciale. Un sito locale dovrebbe usare descrizioni fedeli alla destinazione, evitare formulazioni che presentino i bonus come guadagni garantiti e non nascondere eventuali interessi economici. La conformità, infine, dipende dalle circostanze specifiche: per questo un controllo preventivo è più affidabile di una regola semplificata secondo cui ogni link sarebbe lecito o, al contrario, sempre vietato.


